Alla fine anche il "multipresidente" Luca Cordero di Montezemolo ha lanciato il "suo disperato appello" per un governo che approvi una nuova legge elettorale che garantisca la governabilità.
Ma è dall'inizio delle consultazioni che ogni giorno è uno stillicidio di "appelli alla responsabilità" dei leader del PD verso il Centrodestra ed in particolare a Silvio Berlusconi.
Ancora una volta si vuole mistificare la realtà, arte in cui i post-ex-mai stati-comunisti eccellono.
Innanzitutto si vuole un governo che vari una nuova legge elettorale, facendo credere al popolo (che per loro è "popolo bue") che questa sia taumaturgica nel risolvere la crisi in cui loro hanno fatto sprofondare il paese.Niente di più falso. Nessuna legge elettorale è in grado di per sè di garantire la governabilità. Ogni legge elettorale ha una sua funzione nell'ambito di un ben preciso disegno costituzionale, si pensi alla Francia o alla Germania, senza scomodare le democrazie più consolidate, cioè Regno Unito e USA.
Ma torniamo all'oggetto del contendere, cioè il cosiddetto "porcellum", che avrà molti difetti, ma ha il pregio di aver garantito all'Unione di avere una maggioranza notevole alla Camera (pur in presenza di soli 24.000 voti di vantaggio) e una risicata maggioranza al Senato (dove aveva perso per 400.000 voti). Il problema è stato fin dall'inizio "politico", cioè quello di una maggioranza che non era tale nel paese e soprattutto una coalizione nata "contro" l'odiato Berlusconi. Una dis-Unione che metteva insieme "contro natura" moderati come Dini e Mastella alla sinistra antagonista dei Diliberto e Caruso.
Quando fu il Centrodestra,all'indomani del risultato elettorale che vedeva il paese diviso a metà, a chiedere un atto di responsabilità, ci fu risposto con l'occupazione sistematica del potere da parte della sinistra. Ora Veltroni chiede un atto di responsablità al CENTRODESTRA per un governo che possa in otto mesi riscrivere le regole comuni in particolare una nuova legge elettorale.
Bene, si dica allora quale legge elettorale:
E' più che evidente che viste le diverse posizioni delle varie forze politiche presenti in parlamento, ricercare un accordo è un impresa tanto ardua quanto vana. Si tenga poi presente la spada di damocle del referendum.
Invocare un governo per la legge elettorale è l'ultimo tentativo di una classe dirigente di sinistra che vuole evitare di affondare assieme a Prodi.
Ma l'Italia ha bisogno al più presto di un governo autorevole, basato su una maggioranza omogenea (di CENTRODESTRA), capace di affrontare le emergenze vere del paese e tra queste la legge elettorale non è certo al
primo posto. L'unico vero atto di responsabilità è quello tornare alle urne e di dare la parola agli elettori.
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