martedì, dicembre 05, 2006

A Novara si premia l’eccellenza nella scuola grazie alla “Fondazione Boroli”



Sono intervenuti: la dott.ssa M. Boroli, l’Avvocato Alemanni, il dott.Genoni la dott.ssa L. Boroli il Provveditore agli studi D’Alessandro.
Ospite d’onore il dott. Belpietro, direttore del quotidiano “Il Giornale”.
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venerdì, dicembre 01, 2006

Quale futuro per l'Italia?

Nello spirito di apertura e confronto di questa piazza virtuale ospitiamo il seguente post.
Permettetemi di prendere spunto dalla questione “Quale futuro per il centro destra”, per estendere la faccenda a “Quale futuro per l’Italia”.
La domanda fondamentale “si riuscirà a trasfomare l’Italia in un paese capace di rispondere alle sfide del XXI secolo?” ci pone tutti sulla stessa barca.
Una barca che purtroppo fa acqua da tutte le parti ed è ormai prossima al naufragio.
Certo che mi piacerebbe avere a che fare con una destra liberale (tanto per interdeci quella dei Prezzolini dei Croce, dei Panfilo Gentile etc) o, alla malparata, ad una moderna socialdemocrazia di stampo anglosassone o scandinavo (impossibile in Italia), invece abbiamo un papocchio di imbonitori, manipolatori, improvvisatori e voltagabbana.
Naturalmente non voglio fare di ogni erba un fascio, vi sono sia da una parte che dall’altra persone di tutto rispetto e comprovata onestà, ma lo spettacolo e quello che abbiamo tutti sotto gli occhi: un enorme inciucio di potere, dove entrambi i famelici contraenti hanno attinto a piene mani e dove ognuno ha avuto la sua bella fetta di torta.
Diciamo la verità! Questo andazzo stava bene e sta bene a tutti: nessuno si è mai opposto seriamente alle pensione baby, alla follia di sprechi degli enti pubblici, ai finanziamenti a pioggia finiti chissà dove.
Può darsi che il buco di bilancio sbandierato da Prodi non ci fosse, ma di sicuro ci pesa sul groppone un debito pubblico la cui cifra è difficile immaginare.
Si sperava che con la nascita di un vero Centrodestra e di un vero Centrosinistra nascesse un vero bipolarismo, ma cosi non è stato.
Purtroppo è fallito miseramente tra tradimenti, incomprensioni, ritorsioni, pugnalate alle spalle. Insomma, la seconda Repubblica non è altro che una grottesca caricatura della prima:
non passa passa giorno che non scoppi uno scandalo, ed i rappresentanti che noi abbiamo democraticamente eletto, non fanno altro lanciarsi strali e contumelie fino a rompersi i timpani
e rompendo a noi qualcos’altro.
Poiché questo luogo vuole essere uno spazio di destra che vuole raccogliere la sfida della modernizzazione, allora vorrei dire (a quello che rimane della destra conservator-liberale) che occorre fare un profondo,difficile e scomodo esame di coscienza.
Per poter uscire da questa ‘gora dell’eterno fetore’ occorre dire alla gente le cose come realmente stanno. Le indulgenze, i favori e le prebende agli amici degli amici vanno banditi, le ritorsioni e vendette alla parte avversa vanno evitate.Come già detto, la barca è la stessa.
Per fare digerire questa amara medicina agli italiani forse un classe dirigente illuminata potrebbe essere non sufficiente, può darsi che occorra un ‘direttore d’orchestra’ dal polso fermo e con una buona dose di antipatia (non si vuole riproporre il ‘conducador’ di turno o da ‘balcone’ di cui abbiamo già sperimentato l’efficacia, ed a cui gli italiani sono particolarmente sensibili)
Nel frattempo, dopo la stangata fiscale, consoliamoci con i salotti televisivi ed i reality show. Sono sempre meglio di niente.
D. Marangon