sabato, ottobre 07, 2006

Destra Moderna

Questo spazio virtuale vuole essere un contributo al dibattito culturale e politico all’interno della galassia del Centrodestra.
Al di là delle sterili elucubrazioni relative al partito unico, siamo convinti che esso sia un punto di approdo naturale, conseguente però ad un percorso di crescita culturale, politica e sociale di quel Popolo della Libertà che è maggioritario in Italia, ma che non sempre trova risposte nell’attuale panorama politico.
Provocatoriamente abbiamo voluto mettere in relazione due termini, Destra e Modernità, che nel parlare comune, a volte banale, sembrano essere dicotomici. Essere di Destra non significa rifiutare aprioristicamente la novità. A differenza dei cosiddetti “progressisti” che considerano di per sé buona ogni novità gettando a mare il bagaglio positivo della tradizione, noi affermiamo una modernità diversa, che senza rinnegare le radici guarda con ragionevolezza al futuro.
Una Destra che vuole essere Moderna deve avere ben salde le radici nei Valori Universali che hanno plasmato la Civiltà Occidentale, e cioè quella tradizione tri-polare che ci riporta a Gerusalemme, Atene e Roma. Una tradizione capace di conciliare la ragione al senso religioso, a differenza della modernità relativista della sinistra giacobina il cui approdo è necessariamente il nichilismo.
Una Destra Moderna deve anche essere capace di utilizzare i mezzi che la tecnologia mette a disposizione. Oggi scendere in piazza significa essere presenti nello spazio virtuale di INTERNET, che è in grado di annullare le distanze spaziali e temporali a patto di saper utilizzare in maniera efficace ed efficiente questo potente mezzo di comunicazione.
Attraverso questo blog vogliamo quindi far parte di quel processo culturale e politico che, spontaneamente e dal basso, sta promuovendo la nascita di quella Right Nation che sia la base solida per le future vittorie politiche del Centrodestra.

venerdì, ottobre 06, 2006

Merito e responsabilità nella scuola italiana

L’istruzione è diversa da qualsiasi servizio offerto dal mercato in quanto esercita una forte influenza sulla cultura e sul futuro della nostra civiltà. Per questo motivo da sempre il potere politico cerca di influenzare, monopolizzare il servizio educativo rivolto ai giovani, così da soppiantare la libera scelta educativa delle famiglie. Il monopolio dello stato ha creato una scuola fortemente burocratizzata, poco flessibile, non innovativa e statica.
La nostra scuola preferisce l’uniformità, quella imposta dai burocrati e voluta dai politici, è diffidente allo spirito di libertà ed autonomia della persona umana. Basti pensare che l’ultima vera riforma scolastica fu quella di Gentile nell'ormai lontano 1923, da allora la scuola è divenuto terreno sacro, intoccabile, con tanto di slogan:”giù le mani dalla scuola”. Che vergogna!!!
E’ facile scendere in piazza, strumentalizzare gli studenti, accendendo focolai di rivolta, persino i bambini delle elementari sono ottimi paladini da sfruttare, ma… fermiamoci a riflettere: che valore aggiunto offre la nostra scuola a quegli studenti che dovranno fare i conti con la società reale? La scuola è sensibile ai cambiamenti sociali, culturali, politici che avvengono nel mondo? o preferisce farsi portavoce di falsi ideali, di uguaglianza, tolleranza e distribuzione delle ricchezze (Robin Hood) a discapito dei veri valori che differenziano gli individui e li rendono unici, quali: merito, rispetto, responsabilità, senso del dovere, capacità di critica ed autocritica.
Siamo sicuri che la nostra scuola si fa portavoce di questo educando i ragazzi alla competitività come mezzo per migliorarsi e migliorare la storia e la società che li circonda? e ancora, si rendono conto i nostri giovani che nel prossimo futuro saranno le loro risorse, competenze, capacità, talenti individuali, qualità e meriti le vere ricchezze per costruire il loro futuro e per realizzarsi storicamente diventandone i protagonisti? Il problema non è distribuire le ricchezze, dividere la torta in fette uguali, ma bensì produrle.
I nostri giovani sono preparati a questo futuro?
Hanno sviluppato grazie alla scuola, capacità, risorse e mezzi spendibili per loro e per il bene sociale? Perché siate certi che le risorse dello stato non sono infinite e continuando a distribuire l’economia tracollerà e con essa le nostre individualità!