venerdì, ottobre 06, 2006

Merito e responsabilità nella scuola italiana

L’istruzione è diversa da qualsiasi servizio offerto dal mercato in quanto esercita una forte influenza sulla cultura e sul futuro della nostra civiltà. Per questo motivo da sempre il potere politico cerca di influenzare, monopolizzare il servizio educativo rivolto ai giovani, così da soppiantare la libera scelta educativa delle famiglie. Il monopolio dello stato ha creato una scuola fortemente burocratizzata, poco flessibile, non innovativa e statica.
La nostra scuola preferisce l’uniformità, quella imposta dai burocrati e voluta dai politici, è diffidente allo spirito di libertà ed autonomia della persona umana. Basti pensare che l’ultima vera riforma scolastica fu quella di Gentile nell'ormai lontano 1923, da allora la scuola è divenuto terreno sacro, intoccabile, con tanto di slogan:”giù le mani dalla scuola”. Che vergogna!!!
E’ facile scendere in piazza, strumentalizzare gli studenti, accendendo focolai di rivolta, persino i bambini delle elementari sono ottimi paladini da sfruttare, ma… fermiamoci a riflettere: che valore aggiunto offre la nostra scuola a quegli studenti che dovranno fare i conti con la società reale? La scuola è sensibile ai cambiamenti sociali, culturali, politici che avvengono nel mondo? o preferisce farsi portavoce di falsi ideali, di uguaglianza, tolleranza e distribuzione delle ricchezze (Robin Hood) a discapito dei veri valori che differenziano gli individui e li rendono unici, quali: merito, rispetto, responsabilità, senso del dovere, capacità di critica ed autocritica.
Siamo sicuri che la nostra scuola si fa portavoce di questo educando i ragazzi alla competitività come mezzo per migliorarsi e migliorare la storia e la società che li circonda? e ancora, si rendono conto i nostri giovani che nel prossimo futuro saranno le loro risorse, competenze, capacità, talenti individuali, qualità e meriti le vere ricchezze per costruire il loro futuro e per realizzarsi storicamente diventandone i protagonisti? Il problema non è distribuire le ricchezze, dividere la torta in fette uguali, ma bensì produrle.
I nostri giovani sono preparati a questo futuro?
Hanno sviluppato grazie alla scuola, capacità, risorse e mezzi spendibili per loro e per il bene sociale? Perché siate certi che le risorse dello stato non sono infinite e continuando a distribuire l’economia tracollerà e con essa le nostre individualità!

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